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Il mondo nel 2013

Stiamo vivendo in tempi veramente eccitanti! Stanno avvenendo dei cambiamenti globali che cambieranno il mondo per decenni a venire.

Il cuore centrale dell’Unione Europea è in lotta persino per la sopravvivenza. Intere nazioni sono minacciate dalla bancarotta, mentre parallelamente la cristianità è in declino nella nostra società post-cristiana occidentale. Ci sono anche lotte economiche negli Stati Uniti, anche mentre vediamo nazioni come la Cina e l’India che stanno sorgendo. Il Medio Oriente sta sperimentando un grande scompiglio. Per molti cristiani il futuro sembra deprimente.

La chiesa futura

Tuttavia, stanno avendo luogo sviluppi positivi ed eccitanti, che potrebbero sfuggire alla nostra attenzione mentre avvengono al di fuori del mondo occidentale. Per i cristiani occidentali, il secolarismo e l’islam sembrano prendere il controllo su tutti i fronti. Ma si dovrebbe guardare all’emisfero meridionale, che è diventato la nuova avanguardia della cristianità. Il ricercatore americano, prof. Philip Jenkins, nel suo libro “Il nuovo Cristianesimo”, documenta una rivoluzione religiosa senza precedenti che sta avvenendo. Mentre l’Europa sta perdendo la sua identità cristiana e le chiese sono in diminuzione, in tutto il sud (America Latina, Africa e Sud Est Asiatico), il cristianesimo è vivo e sta crescendo.

In Africa, il cristianesimo si è più che triplicato, da 140  a 490 milioni nel 2010. Se questa crescita recente continuerà, nel 2050 l’Africa ospiterà più di 1 Bilione di cristiani. Mentre l’Europa di oggi rimane la sede della maggioranza dei cristiani (all’incirca 590 milioni), sarà superata nei prossimi anni dall’America Latina e dall’Africa.

Ciò che unisce tutte queste nuove espressioni di cristianesimo è la semplice fede nella Bibbia e l’aspettativa che Dio agisca in modi soprannaturali. Secondo il prof. Jenkins, la crescita più veloce della cristianità si ha nel movimento Pentecostale/Carismatico. Quello che è cominciato nel 1906 come un piccolo risveglio si è oggi trasformato in un movimento globale che è cresciuto fino a raggiungere il numero di più di 700 milioni di credenti. Jenkins predice che se questa crescita dinamica continuerà, vedremo nei prossimi decenni il numero dei Pentecostali/Carismatici giungere a più di 1 bilione.

Egli prevede anche una nuova riforma del cristianesimo dove il suo centro non sarà più Ginevra o Londra o Roma, ma piuttosto città come Kampala, San Paolo o Manila. Persino in Indonesia, il paese col più grande numero di mussulmani in termini di popolazione, la chiesa sta sperimentando un crescente risveglio già da 30 anni.

Curiosamente, la teologia liberale esiste appena in queste zone, e quasi per niente la teologia della Sostituzione. Secondo Jenkins, mentre il protestantesimo liberale non ha mai rappresentato veramente il cristianesimo tradizionale, esso perderà rapidamente quel significato che ha avuto nei prossimi decenni.

Nei nostri viaggi di rappresentanti dell’ICEJ, abbiamo toccato con mano e sperimentato questi cambiamenti dinamici. Abbiamo visto che le chiese rinnovate del Sud non solo condividono una semplice fede nella Parola di Dio, ma sono anche unite nel profondo amore e passione per Israele e gli ebrei. Quando ho chiesto alcuni anni fa ad una guida di una chiesa clandestina cinese dove fosse nato questo amore per Israele, egli mi rispose: “Abbiamo solo letto la Bibbia”. E’ così semplice.

Tutto ciò ha il potenziale per grandi cambiamenti politici nei prossimi anni. in alcuni paesi, un cristianesimo rinnovato già costituisce una significante quota della popolazione. Presto o tardi, questo si tradurrà in influenza politica. Già lo scorso anno, abbiamo visto la Nigeria rifiutare di votare automaticamente la proclamazione dello Stato Palestinese alle Nazioni Unite, a causa dell’influenza cristiana nel suo governo. Anche altre nazioni potrebbero seguire questa tendenza.

Se oggi vivete in Europa o altrove nel “Nord Globalizzato”, vorrei incoraggiarvi con le parole di Gesù: “Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura” (Giov. 4:35).

Troppo spesso come cristiani occidentali, siamo diventati pessimisti ed addirittura fatalisti riguardo al futuro. Se Dio può agire potentemente in Africa, Cina e Brasile, allora c’è anche speranza per la Francia, la Germania e l’Italia! Stiamo vivendo tempi di raccolto! Non dite che il vostro paese non è ancora pronto per il raccolto. La vera questione è: siete voi pronti per il raccolto?

Il futuro del mondo arabo

Gli avvenimenti che hanno portato alla Primavera Araba hanno colto di sorpresa persino i servizi segreti più attenti. Mentre elementi progressisti, alla ricerca della libertà, brillavano nella rivoluzione nascente, è presto stato chiaro che molti nelle strade non erano assetati di quella democrazia stile occidentale ma di un islam più rigido. Il popolo egiziano ha appena votato per adottare un modello di costituzione basato sulla legge araba della shari’a. E’ sempre più difficile esistere per gli arabi cristiani e molti cercano rifugio nei paesi occidentali.

Nel salmo 18, Davide invocò Dio nella grande angoscia ed il Signore scese dal cielo ed intervenne in modo piuttosto insolito: “Egli abbassò i cieli e discese, una fitta nube aveva sotto i piedi. Cavalcava un cherubino e volava; volava veloce sulle ali del vento; aveva fatto delle tenebre la sua stanza nascosta; aveva posto intorno a sé, per suo padiglione, l'oscurità delle acque, le dense nubi dei cieli” (Sal 18:9-11).

La conclusione della storia, naturalmente, è la salvezza e la redenzione: “Egli tese dall'alto la mano e mi prese, mi trasse fuori dalle grandi acque” (Sal. 18:16).

Ma quando Dio arrivò per la salvezza, giunse “con una fitta nube sotto i piedi” e fece “delle tenebre la sua stanza nascosta”.

Forse lo avete sperimentato anche voi. Quando Dio arriva a salvare, a volte può sembrare persino più buio per un breve periodo. Spesso, questo è vero per intere nazioni.

La Cina, che oggi sta sperimentando un grande risveglio, ne è un esempio. Nel 1948 il cristianesimo in Cina stava facendo notevoli progressi. Vi si trovavano allora 1 milione di credenti e la speranza e le preghiere erano che questa crescita continuasse. Ma poi venne la rivoluzione comunista e tutti i missionari occidentali furono espulsi. Per un certo periodo sembrò la fine del cristianesimo in Cina. La chiesa subì una grande persecuzione e tempi difficili. Ma nel mezzo di tutto questo buio, nacque il risveglio e in soli pochi anni il governo cinese stimò il numero ufficiale dei cristiani in Cina a più di 100 milioni.

Possiamo oggi dire lo stesso per l’Iran. Quando gli ayatollah presero il sopravvento nel ’70, sembrò che una fitta cortina di buio si posasse sull’antica Persia. Arrivò la persecuzione e i pastori furono imprigionati e persino trucidati. Ma poi le chiese cominciarono a crescere. Da poche centinaia di credenti, la chiesa crebbe fino ai parecchi milioni di oggi. Infatti, al presente l’Iran sta sperimentando la crescita più veloce della chiesa in tutto il mondo. Proprio di recente, abbiamo ricevuto un rapporto dai pastori dell’Iran che 5000 persone vengono battezzate ogni mese solo a Teheran.

Così anche se sembra che il buio oggi stia scendendo su molti paesi arabi e la persecuzione stia aumentando, nel profondo del mio cuore sono pieno di fede che Dio sta visitando il mondo arabo. Egli sta rispondendo a anni di preghiere per il risveglio tra i figli di Ismaele.

Se date uno sguardo al Medio Oriente, guardate la zona con gli occhi della fede. Continuate a pregare per il risveglio in Libano, Siria, Giordania ed Egitto, perché essi confinano direttamente con Israele. ma pregate anche per tutte le nazioni del Medio Oriente, che lo Spirito di Dio possa essere sparso in un modo potente su tutti questi paesi che erano stati la prima culla della cristianità.

 

Il futuro di Israele

Il presidente Shimon Perez, al suo annuale ricevimento per il capodanno, ha fatto una dichiarazione sorprendente: “I rapporti tra Israele ed i cristiani non sono mai stati migliori di oggi”. Si riferiva alle molte chiese storiche che ci sono nella Terra Santa, ma ha nominato in particolare il rapporto col Vaticano. Certamente, c’è stato progresso con tutte le chiese, ma lo sviluppo più grande è avvenuto con l’avvicinamento di Israele al crescente movimento evangelico. Molti governanti israeliani ora riconoscono le potenzialità di questi rapporti, tanto che al Knesset è stato formato un comitato proprio per impegnarsi con i molti colloqui con i cristiani evangelici.

Allo stesso tempo, Israele continuerà a sviluppare il rinnovamento dell’alta tecnologia e ad essere un faro della democrazia in mezzo ad una regione tormentata. Il presidente dell’Agenzia Ebraica, Eliezer Sandberg, ha di recente condiviso con me la sua speranza sul futuro d’Israele. ha detto: “Le prime ondate di aliyah erano motivate dal sentimento di sionismo. Parte del futuro dell’immigrazione sarà perché gli ebrei decideranno di trasferirsi in Israele perché così possono far parte di una storia di grande successo nella scienza e nella tecnologia”.

Ciò che getta un’ombra su tutto questo è il conflitto ancora irrisolto con i palestinesi. Qui c’è bisogno di un nuovo e fresco avvicinamento che potrà portare pace nella regione. È stato ancora il presidente Peres a fare un’interessante commento durante il ricevimento di capodanno: “La nostra nazione non è divisa in persone che vogliono la pace e quelle che non la vogliono. Ma è divisa in quelle che credono che la pace sia possibile e quelle che non lo credono”.

Come cristiani, dobbiamo impegnarci per la pace. “Benedetti siano i facitori di pace”, ha proclamato Gesù. Eppure la vera pace arriverà solo quando i nostri cuori saranno trasformati. Perciò, ciò che è necessario è un’effusione dello Spirito di Grazia e Misericordia di Dio sul popolo d’Israele. ecco il perché le nostre preghiere sono oggi così importanti.

L’ICEJ nel 2013

A Gerusalemme, il personale dell’ICEJ ha iniziato il nuovo anno con un intenso periodo di preghiera e digiuno. Riconosciamo che se Dio non costruisce la casa, il nostro lavoro è vano. Dio ci ha riempiti di nuove aspettative per ciò che Lui farà nel 2013. La preghiera certamente sarà una parte importante del nostro lavoro, e ci aspettiamo che molte altre chiese di tutto il mondo si uniscano a noi nella campagna di preghiera “Isaia 62”.

Un’altra area di ministero in cui ci aspettiamo di essere più impegnato è il settore dell’educazione israeliana. Nei mesi appena trascorsi si sono aperte per noi delle porte interessanti e sentiamo che questa è un’area in cui siamo chiamati a migliorare il nostro impegno in futuro.

Negli anni passati, Dio aveva aperto nuove porte per trasmettere il nostro messaggio tramite una televisione globale satellitare. Sul canale Daystar, stiamo raggiungendo un audience di milioni di ascoltatori tre volte la settimana con il “Rapporto ICEJ”. Ci aspettiamo che questo lavoro si espanda ulteriormente, come pure altri nuovi programmi mediatici.

Come sempre, siamo totalmente impegnati a servire i bisognosi e i disadattati in Israele. Durante quest’anno, stiamo preparando la futura espansione della Casa per i sopravvissuti all’Olocausto ad Haifa e controllare che le necessità mensili dei residenti attuali vengano soddisfatte. Nonostante la forte crescita economica in Israele, c’è ancora una gran parte della popolazione che vive in povertà.

Stiamo anche progettando la prossima Festa dei Tabernacoli. Lo scorso ottobre la riunione è stata caratterizzata da molta preghiera e dalla forte presenza di Dio. Ci attendiamo lo stesso anche quest’autunno, insieme a nuovi e interessanti avvenimenti che benediranno grandemente i pellegrini. Il tema della Festa del “Raccolto” è così attuale , perché riflette ciò che sta accadendo nel mondo.

Credo fermamente che il 2013 sarà un anno di sfide ma anche di grandi benedizioni. Prego che Dio ci permetta di compiere grandi imprese per Lui e per la Sua Gloria. C’è ancora molto da fare ma le Sue risorse sono illimitate. Ricordate che serviamo un Signore che ha dichiarato di Se stesso: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra” (Matt. 28:18). Ciò significa che se Lui è con noi, chi potrà essere contro di noi?! Solleviamo il capo e compiamo assieme il lavoro del Signore!

Dr. Jürgen Büler

Direttore Esecutivo ICEJ

 

 

 

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