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Incontri alla Casa di Haifa

 

Dove i sopravvissuti all’Olocausto ricevono l’amore e la cura che meritano

Di Birte Scholz

 

La speciale Casa per i sopravvissuti all’Olocausto è molto di più di un caldo e confortevole luogo per persone sole  e bisognose di aiuto sopravvissute all’Olocausto, dove vivere gli ultimi anni in dignità e compagnia. È anche una casa di comunità dove visitatori da vicino e da lontano possono andare a fare incontri che cambiano la vita con coloro che hanno coraggiosamente subito la Shoah.

 

Visita a sorpresa con i vicini cristiani maroniti

Un pomeriggio di una recente domenica un gruppo di giovani esploratori di una chiesa maronita locale è arrivata coi loro tamburi e cornamuse a fare visita alla Casa di Haifa. È stata una piacevole sorpresa per i residenti, quando questi giovani cristiani libanesi che ora vivono in Israele, hanno voluto concedere del tempo e talento per l’intrattenimento degli anziani sopravvissuti all’Olocausto. Eppure queste visite a sorpresa sono divenute quasi una normalità alla Casa di Haifa, come la storia di questa insolita possibilità che si è diffusa largamente.

Incontro con la nuova residente Yelena

Yelena è una delle più nuove residenti della Casa di Haifa. Nata a Minsk, aveva quattro anni allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. I ricordi della sua fanciullezza nella Bielorussia occupata dai nazisti sono di costante  paura e vagabondaggi da un luogo all’altro coi i suoi genitori. Ma ora gli ultimi anni di Yelena sono ben diversi da quando vive alla Casa di Haifa. “Qui vivo in una comunità, posso dormire tranquilla e ci sono persone che si prendono cura di me”, dice, “ho una casa felice, cibo e compagnia. Ringrazio Dio di essere qui”.

 

Volontari cristiani servono presso la Casa di Haifa

Di recente, l’ICEJ ha portato nella Casa di Haifa un’infermiera cristiana finlandese che presta volontariamente il suo aiuto e le sue capacità per alcuni mesi. Tarja è una delle 4 cristiane dall’estero che lavorano adesso nella casa per soddisfare le necessità dei residenti.

“Misuro la pressione, tratto i problemi della pelle e mi curo di loro quando soffrono dei dolori£, dice Tarja, “Ogni giorno passo delle ore in ambulatorio e faccio anche molte visite domiciliari. Aiuto i sopravvissuti anziani a prendere i loro medicinali e li accompagno all’ospedale quando è necessario. Mi piace molto questo lavoro ed anche i residenti lo apprezzano. Condividono le loro difficoltà e gioie con me ed hanno bisogno di tanto incoraggiamento”.

Esti è una residente della Casa che ha anche lavorato per anni come infermiera al vicino Ospedale Rambam. Dice che ha molto piacere che Tarja aiuti a condividere i doveri di infermiera. “Prima che arrivasse Tarja tutti venivano solo da me. È bello avere un’altra infermiera”, dice Esti sorridendo.

 

Ispirata da un sogno

Ultimamente l’ICEJ ha ricevuto una donazione di 35.000 € per il lavoro con i sopravvissuti all’Olocausto da una donna cristiana tedesca di 85 anni. ha detto al nostro ufficio di Stoccarda che Dio ultimamente le aveva parlato in un sogno che non le restava molto da vivere e avrebbe dovuto dare parte del suo denaro per aiutare i sopravvissuti all’Olocausto in Israele. Quando si è svegliata, al mattino, ha ascoltato un programma divulgativo su una canale televisivo cristiano riguardante il lavoro dell’ICEJ per venire incontro ai bisogni dei sopravvissuti all’Olocausto. “Non avevo mai sentito prima dell’ICEJ, ma le foto dei residenti della Casa di Haifa mi hanno commosso così tanto che ho subito saputo che questo era il luogo dove Dio voleva che inviassi il mio denaro”, ha spiegato.

 

Più di 70 sopravvissuti meritevoli hanno trovato adesso un’amorevole dimora nella struttura assistenziale residenziale di Haifa. Stiamo però operando costantemente per ampliare la casa a causa della lunga lista di sopravvissuti che attendono un luogo di dimora. La Casa di Haifa è cresciuta fino a diventare un’intera comunità di appartamenti e di possibilità di cura che adesso occupa quasi un intero isolato della città. Ci sono al momento ristrutturazioni in corso in molti edifici per appartamenti, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per portare a termine il lavoro così molti altri residenti potranno trasferirsi.

Inoltre, la sala mensa della comunità svolge un doppio ruolo di servizio, viene usata anche come sala multifunzione per programmi ricreativi, educativi, artistici ed altre attività. Intanto cresce il numero dei residenti e sarebbe necessario un luogo più adatto per ospitare queste attività comunitarie. Il costo totale sarà di 150.000 $, compreso un ascensore.

Donate oggi per sostenere l’opera dell’ICEJ con i sopravvissuti all’Olocausto bisognosi.

Per donare online: www.icej.org/expanding-haifa-home

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